Silvia Sanchini
Non è giusto che gli uccelli cantino
o che le onde si infrangano
se tu non li puoi ascoltare.
Non è giusto che il sole sorga
se tu non ti svegli con lui.
Che i primi fiori sboccino
se non sei tu a prendertene cura.
Che spreco.
Sono troppi i ricordi di te:
quando mi hai accolta a dormire da voi mentre mio fratello nasceva,
quando Michi da piccolo non voleva mangiare e ti inventavi roselline di prosciutto per invogliarlo,
le pietre, i gioielli, le stoffe e gli abiti con cui riempivi il “Risciò”,
il tuo terrazzo con le tue piante e i tuoi fiori,
il tuo dirmi che volevi che il mio appartamento fosse la “casa dei colori”,
il tuo prenderti cura di Irma fino all’ultimo, in ogni gesto,
il tuo buongusto,
il tuo rossetto fucsia,
la scarpa e la borsa sempre giuste,
la tua dignità nell’affrontare ogni ostacolo, ogni problema, ogni malattia: non abbiamo mai sentito un tuo lamento,
le partite a carte, tu che preferivi sempre prendere, soprattutto se si trattava degli ori,
i pomeriggi di gioco a casa di Isa e Marisa che non torneranno più,
la sangria e le tartine per l’inaugurazione della Parafarmacia,
le vetrine che ci hai allestito con la tua creatività,
la crema viso Lichtena di cui non potevi fare a meno,
le pizze alla Posada con i tuoi amici,
tu testimone al matrimonio di Silvana e Paolo,
tu che allacci la cravatta a nostro padre per il matrimonio di Emanuela e Michele,
l’amore sconfinato per i tuoi figli e per le tue nipoti, per te erano tutto,
le disavventure con il cellulare,
gli attori turchi alla tv,
l’ultima volta al cinema a vedere Checco Zalone,
la tombola con le cartelle segnate da tua sorella,
il tuo essere una cosa sola con Gibo,
il lavoro in merceria,
l’albergo Due Tronchi con le spaghettate di mezzanotte e l’invenzione di un modo nuovo di vivere il turismo,
i regali che mi hai sempre fatto e i tuoi biglietti.
Potrei continuare all’infinito
e in qualche modo continuerò,
continueremo.
Che vuoto nel pianerottolo,
nel palazzo,
nel nostro cuore.
Ti abbiamo sempre impropriamente chiamata zia anche se tu in effetti non lo eri
ma tu eri molto di più
perché i rapporti si definiscono così, per elezione
e per tutti noi sei stata per tutta la vita
e sempre sarai
zia,
cugina,
madre,
sorella,
amica.
29 Agosto 2026